Marino Puggina

“Il Padova dovrebbe essere gestito da un gruppo di persone rappresentative, pronte a entrare senza alcuno scopo di lucro. Dovrà essere, per tutti, un autentico hobby, e si dovrà agire alla luce del sole, con i bilanci a disposizione di tutti. Non ci fasceremo la testa nel caso in cui ci trovassimo una squadra in C1 perché, nel giro di qualche anno, potremmo creare le premesse per arrivare addirittura in serie A”

Luogo e data di nascita: Bovolenta (PD), 18 dicembre 1920.
Luogo e data di morte: Padova, 23 maggio 2020.
Ruolo: Azionista dal 1980, Presidente dal 1986 al 1994, Presidente onorario fino al 1996
Onoreficenze: Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2 giugno 1983

L’imprenditore

Nato da una famiglia di piccoli commercianti alimentari, Marino Puggina inizia a lavorare come agente di commercio nel 1939, a 19 anni, subito dopo il diploma di scuola media superiore. Il suo primo impiego è presso un distributore alimentare padovano. Dopo una gavetta di 20 anni, nel 1959 decide di fare il salto nel mondo della Grande Distribuzione, fondando la società Miatello-Giordani-Puggina-Toffano che introduce in Italia il marchio olandese Spar. Un anno più tardi nasce il consorzio Despar Italia, e contestualmente nasce anche il primo supermercato Despar: si tratta di un concetto nuovo per il nostro paese, una catena di supermercati all’americana che si andrà a contrapporre al tipico “casolino” della tradizione nostrana. Tuttavia, il consorzio guidato da Puggina mostra subito una certa lungimiranza, andando ad adeguare la propria rete al territorio. Di fatto, la catena Spar in Italia sarà presente con tre tipi di esercizi commerciali: Despar, il classico negozio di quartiere, con una dimensione fino a un max di 800 mq, che punta sulla clientela giornaliera ed i prodotti freschi e freschissimi; Eurospar, supermercato di media dimensione (max 2500 mq) collocato all’interno dei centri urbani o nella prima periferia delle città, ideale per la spesa settimanale grazie ad un’ampia gamma di prodotti alimentari e non; ed infine Interspar, il supermercato di grande metratura o ipermercato, dove la gamma si allarga a prodotti non food, come la tecnologia o il giardinaggio, situati spesso nelle periferie delle città o nei centri commerciali.
Il successo del consorzio Despar Italia, varrà a Marino Puggina la nomina a Commendatore nel 1983.
Nel corso della sua carriera lavorativa, il Comm.Puggina ricoprirà le cariche di presidente della Federcommercio (oggi Confcommercio), della Associazione Nazionale Unioni Volontarie, e del Comitato Tecnico della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (oggi Intesa San Paolo).

Il Presidente

Nel 1979, col Padova appena retrocesso per la prima volta nella sua storia in C2, tenta inutilmente di acquisire il Calcio Padova dall’allora presidente Giusy Farina, che aveva spolpato i biancoscudati riducendoli ad una mera succursale del Vicenza, squadra di cui era proprietario. L’anno successivo entra in società, nella cordata guidata da Ivo Antonino Pilotto. Sono anni di rinascita per il biancoscudo, che nell’arco di tre stagioni viene promosso dalla C2 alla B, e dopo parecchi anni di apatia o disinteresse torna anche l’entusiamo in città, come dimostrano i 20.000 padovani che assistettero allo spareggio col Trento nel 1980, i diecimila di media nel campionato 1982/83 o i 22.000 che parteciparono alla festa promozione in B contro il Parma nel maggio 1983.
Dopo un primo campionato di B buono, in cui i biancoscudati sfiorano la clamorosa promozione in serie A, arriva la retrocessione in serie C nel 1985 in seguito all’illecito di Taranto, un colpo molto basso che fiacca nuovamente l’ambiente e rischia seriamente di compromettere quanto di buono fatto negli anni precedenti. Pilotto si dimette, ed al suo posto subentra proprio il Comm.Puggina, che dopo una prima transitoria stagione ottiene la promozione in serie B. Il 31 maggio 1987, battendo per 3-0 il Prato all’Appiani, il Padova ottiene la promozione matematica in serie cadetta, ed il presidente Puggina si lascia scappare una frase che sarà una vera e propria promessa, almeno per tutta la durata del suo mandato: “Mai più serie C!”.
E’ l’inizio degli anni d’oro del Biancoscudo: nel 1989 con l’arrivo di Piero Aggradi la società inizia a strutturarsi seriamente pensando al grande salto. Sono anni in cui a Padova vengono scoperti futuri campioni come Albertini, Benarrivo o Di Livio; mentre dal settore giovanile esce Alex Del Piero. La creazione del Centro Sportivo di Bresseo, all’avanguardia per l’epoca, fa si che anche la “cantera” biancoscudata subisca una metamorfosi positiva; ma la lungimiranza di Puggina fa si che per primo si renda conto che, per fare calcio ad alti livelli, è necessario avere uno stadio adeguato. E quindi il vecchio “refrain” sullo stadio di Padova, che si trascinava dagli anni 60, trova finalmente per la prima volta uno sbocco ed una società pronta a crederci ed a investire nel progetto (tralasciamo poi il risultato di tale progetto: li si tratta di responsabilità politica, non societaria).
Nel 1991 il Padova si trova a lottare seriamente per la promozione in A, prima volta assoluta sotto la presidenza Puggina. A due giornate dalla fine i biancoscudati ed il già retrocesso Barletta danno vita ad una sfida epica all’Appiani, una delle più belle ed esaltanti partite in 110 anni di storia biancoscudata. Al termine del match, un provato ma soddisfatto Puggina commenta: “Partite come questa ci fanno risparmiare visite, perchè dopo una partita del genere non abbiamo bisogno di effettuare le varie tac sul cuore o sul fegato: superato questa possiamo andare avanti diversi anni!”. Sette giorni più tardi arriverà anche la prima grossa delusione a Lucca, ma in compenso si sono gettate le basi per qualcosa di importante…
La promozione in serie A arriverà solo tre anni dopo, nel 1994, dopo un’altra delusione questa volta casalinga (la vittoria straordinaria ma inutile contro l’Ascoli) l’anno prima. Ed arriverà con la sofferenza, il 15 giugno 1994 a Cremona, al termine di un tiratissimo spareggio contro il Cesena. Intervistato al fischio finale, Marino Puggina commenterà il coronamento del suo sogno con tre semplicissime parole: “Siamo in Paradiso!”. Successivamente negli spogliatoi, intervistato da Gildo Fattori, riuscirà ancora una volta ad esprimere con poche e semplici parole quella che è la sua filosofia ed il suo attaccamento alla causa biancoscudata ed alla città stessa: “Abbiamo fatto fare un salto di qualità non solo al Calcio Padova, ma a tutta la città… Tutta Padova dovrebbe partecipare al futuro del Calcio Padova!”. Una frase che farà storia, e che verrà ricordata anche il giorno del suo funerale (vedi foto).
Con la promozione in serie A del 1994 Puggina decide di defilarsi: continuerà a foraggiare economicamente la società nel ruolo di “presidente onorario”, ma cederà la presidenza al più giovane Sergio Giordani. Sembra più una questione anagrafica che altro, ma in realtà gli anni belli stanno per finire inesorabilmente: nel 1995 Aspiag Service acquisisce l’intero comparto Nord-Est di Despar Italia. Uno dei nodi del contendere è proprio il Calcio Padova, attività di cui l’azienda austriaca non ne vuole sapere nulla. E che costringe pertanto Puggina e Giordani a cedere la società nel febbraio 1996 al triumvirato formato da Viganò, Corrubolo e Fioretti. Il resto è storia nota.
Marino Puggina scompare il 23 maggio 2020, all’età di 99 anni.

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