La storia della maglia del Padova

 

Bigon1965-66

Testo ed immagini riprese dal libro “Biancoscudo – Cent’anni di Calcio Padova” – Testo aggiornato alla stagione 2009/10

Poche cose, nel mondo del calcio, sono eterne. La maglia, quell’oggetto quasi sacro, che racchiude leggenda, sudore, tante battaglie vinte oppure perse, rappresenta un emblema, un segno distintivo. Difficilmente essa muta in maniera sostanziale. I colori della maglia dell’A.C. Padova 1910 sono stati fin dall’inizio il bianco ed il rosso.
Nel 1910 la squadra della Città del Santo affrontò le prime amichevoli con una casacca divisa in verticale ed alternata nel bianco e nel rosso.
Soluzione abbandonata, tanto che già dall’anno successivo fu il nero a prendere il posto del rosso, con la nuova maglia divisa questa volta in orizzontale con due fasce nere ed una bianca, al centro. Era una divisa molto simile a quella che verrà addottata anche dal Petrarca, la seconda squadra cittadina.

Il primo scudo comparve attorno agli anni ’20, in bella evidenza sul petto, molto più grande rispetto a quello dei nostri giorni, spostato sulla parte sinistra. Dettaglio, questo, volto a impreziosire e personalizzare definitivamente una maglia del tutto nuova, bianca con il colletto ed i risvolti rossi. Una divisa tuttavia destinata a fare storia, poichè avrebbe vestito il Calcio Padova nei decenni a seguire.
Poche sono state le variazioni sul tema, nel corso degli anni seguenti. Il Padova continuò ad indossare quella divisa che venne presto ribattezzata “biancoscudata”, unico ed inimitabile soprannome conferitogli dalla storia del calcio italiano.
Il ritorno del nero fu l’unica soluzione di continuità, alle porte degli anni ’30, in ottemperanza ai dettami dell’allora dilagante regime fascista. Ben presto dunque, il Padova tornò a vestire la maglia bianca con il famoso scudo sul petto.

Una divisa che continuerà a rappresentare la squadra fino alla fine degli anni ’60. La più affascinante, forse, che la società biancoscudata abbia conosciuto nella sua storia, con lo scollo a “V”, oppure circolare, bordato di rosso. E quello scudo, ingrandito e cucito sul petto a simboleggiare il cuore del Padova Calcio.
Una maglia che conoscerà la retrocessione in B, quindi una inaspettata quanto dolorosa caduta in C. Siamo giunti all’inizio degli anni ’70, il momento più difficile della storia biancoscudata. La maglia perde lo scudo per qualche tempo, diventando completamente bianca, ben aderente al torso degli atleti di quel periodo.

 

 

Il Padova del 1981 veste la maglia con il primo sponsor. Fu il marchio Bata, il primo a comparire sulla maglia del Calcio Padova. Correva il 1981, con il Padova di Ivo Pilotto appena riemerso dall’inferno della C2, e la divisa era firmata Adidas, con al centro il logo dell’azienda tutta padovana fondata nel 1931 e leader nella produzione di calzature ed abbigliamento sportivo. Un marchio “forte”, quasi a voler ribadire la padovanità nuovamente acquisita di una società volenterosa di voler scalare di nuovo il calcio dei “grandi”.
La maglia continua ad essere bianca, con lo scudo (leggermente rimpicciolito) a sinistra. Le maniche della divisa si tingono di rosso nel 1983, quando il Padova centra il salto in Serie B. Il marchio Bata scomparirà dalle maglie dopo l’illecito che nel 1985 rispedì il Padova dritto in C1. Un anno senza sponsor per i biancoscudati nella stagione 1985/86, quindi la scritta Master Photo, e dal 1987 (dopo il ritorno in B, con Marino Puggina presidente) lo sponsor diventa Coelsanus.

Il nuovo Padova, cancellata l’onta dell’illecito e ritornato in Serie B, deve rifarsi un’immagine positiva. Sergio Giordani, amministratore della società padovana presieduta da Puggina, stende un programma di marketing e rinnovamento dell’immagine che comprende anche il restyling dello stemma societario.
Nel 1989 il vecchio scudo va in pensione, per far posto ad uno stemma nuovo, disegnato nell’ottica di “unire tradizione e rinnovamento” (come affermato dallo stesso Giordani a quel tempo). Un cavallo (la figura della statua del celebre Gattamelata) con una palla sotto lo zoccolo sollevato; affiancato alla croce rossa su sfondo bianco, naturalmente, simbolo della Città di Padova.


La maglia della promozione in A nel 1994, è firmata dalla Lotto con sponsor Acqua Vera al centro. Continuerà ad essere indossata fino al 1995, quando il Padova si affida alla Diadora come sponsor tecnico. La nuova maglia è già un passo in avanti, con i nomi dei calciatori stampati sulle spalle e lo scudo serigrafato in chiaroscuro su tutta la superficie della divisa. La vera novità sono tuttavia le maglie da trasferta, rossa e blu, entrambe recanti lo scudo con il cavallo del Gattamelata sul petto, in versione extra-large. La maglia accompagnò il Padova in serie C nel 1998 (primo anno di rapporto con la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, quale sponsor principale), per salutare il Padova con la clamorosa caduta in C2.
Con l’arrivo di Alberto Mazzocco alla presidenza il Padova riuscì a dare una sterzata alla sua parabola discendente. Fu proprio il nuovo presidente biancoscudato a lanciare, tramite le pagine dei quotidiani locali, un sondaggio per tutti i tifosi. Tornare al vecchio stemma o tenere quello in uso da ormai più di dieci anni? I tifosi biancoscudati decretarono il ritorno sul petto del vecchio, storico, scudo.

Tra le curiosità degli ultimi anni di storia di questa maglia, spicca il tentativo nel 2003 di “aiutare” il Padova nella conquista della serie B, proprio come vent’anni prima, colorando di rosso le maniche della divisa biancoscudata. La strana casacca (prodotta da Valsport) fece il proprio esordio in occasione della gara Padova-Carrarese del gennaio 2003, per essere riposta negli armadietti dopo la sconfitta nei playoff contro l’Albinoleffe.
Un ulteriore restyling si ha nell’annata 2003/04, con l’arrivo di Marcello Cestaro come nuovo presidente. Il nuovo sponsor tecnico è Macron che sposta lo scudo al centro, di poco sotto il colletto. Dell’estate 2006 è invece la strana decisione di inserire, vicino allo sponsor, una croce rossa spostata verso il fianco destro. Sottigliezza pressochè inutile ai fini estetici, così come non rappresentativa della tradizionale divisa del Padova Calcio.
Si arriva dunque ai nostri giorni, con il ritorno di Lotto dopo circa 15 anni. Un ritorno fortunato per il marchio veneto, famoso in tutto il mondo, che oltre al lustro di aver prodotto la maglia celebrativa del Centenario biancoscudato, ha potuto festeggiare la promozione in B. Con una maglia che ha segnato il ritorno al bianco e ad una soluzione minimalista, non senza qualche azzardo risultato poi autentico portafortuna, come il giallo fluo della terza divisa, indossata nella vittoriosa finale di Busto Arsizio.

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