Guerra e Pace: Modena

PARTITA AD ALTO RISCHIO

N.B. Tutte le parti in corsivo sono fedelmente riportate dal libro “Il Padova siamo noi”

 

La partita con il Modena, tolti i vari derby regionali, è decisamente la rivalità più antica e sentita dalla tifoseria padovana. Ma definirla in questo modo è riduttivo, perchè è un rapporto molto particolare: una rivalità basata non sull’odio ma, anzi, sulla stima ed il rispetto reciproco e sulla continua voglia di sfidarsi e confrontarsi continuamente. Qualcuno la definì “la rivalità più bella che ci sia”. E quello che non sanno tutti, è che in origine questo rapporto era un gemellaggio.

L’amicizia delle origini

(17 gennaio 1982: padovani e modenesi festeggiano il gemellaggio all’Appiani)

Nel campionato 1981/82 Padova e Modena si ritrovarono di fronte in serie C1. I modenesi erano già un gruppo con una discreta esperienza (le Brigate Gialloblù nella città emiliana erano nate addirittura nel 1974), mentre i padovani per molti aspetti erano ancora alle prime armi. Prima della partita di ritorno a Padova i neonati Leoni della Nord strinsero amicizia coi modenesi; ed il rapporto venne suggellato con un giro di campo fra le due tifoserie. 

L’amicizia tuttavia durò molto poco: a quei tempi i modenesi erano già in buoni rapporti sia con i veneziani che con i mestrini (motivo per cui il gemellaggio continuò anche dopo la nascita dell’Unione Venezia Mestre), e soprattutto non gradirono l’avvicinamento fra padovani e bolognesi avvenuto un paio d’anni più tardi. Così al primo incontro ufficiale fra Padova e Modena (1985/86), il gemellaggio venne rotto e si trasformò in rivalità.

(Modenesi all’Appiani nel campionato 1985/86)

Il primo episodio di una lunga serie, fra le due tifoserie, avvenne proprio in quella stagione: i padovani di ritorno da Reggio Emilia ed i modenesi di ritorno da Ancona si incrociarono al Binario 1 della stazione di Bologna e volarono un bel pò di pugni. Dovette intervenire la Polfer per ristabilire la calma, ed un bel pò di ragazzi vennero fermati e rilasciati con foglio di via obbligatorio.

Nell’ultima giornata della stagione 1986/87, i padovani si ritrovarono in trasferta a Modena insieme ai bolognesi. Riportiamo alcuni stralci di quella trasferta da “Il Padova siamo noi”:

La domenica successiva ci presentammo, puntuali e ubriachi, alla stazione di Bologna dove era in partenza il convoglio speciale per Modena. Visto che si trattava di un’occasione importante e che i gialloblu non erano proprio dei boy-scout, mi portai dietro un pò di oggettistica da stadio. L’atmosfera era elettrica e, appena scesi dal treno, i felsinei iniziarono a sfasciare tutto quello che si trovavano davanti, noi ci unimmo alla festa. Dopo neanche dieci secondi c’erano già due P.S. che mi correvano dietro, fortunatamente riuscii a liberarmi dell’attrezzatura e a buttarmi in mezzo al corteo. I cordoni della celere erano saltati e la via era libera, i poliziotti preferirono limitarsi a creare un blocco sulla strada che porta alla curva modenese. Vista la breve distanza dalla stazione allo stadio, i vandalismi furono relativamente limitati. In com­penso i bolognesi, e noi dietro, tentarono di sfondare i cancelli. I celerini non erano, però, molto ben disposti e fummo spazzolati per bene, ci toccò fare il biglietto. Quando finalmente riuscimmo a tirar su i soldi dei tickets e ad entrare, i bagni non esistevano già più. I rossoblu stavano provando a buttar giù la rete di recinzione, che però resiteva tenacemente. Ad un certo punto nella curva di casa comparvero degli striscioni viola, erano arrivati un tot di fiorentini ad affiancare i modenesi. I bolognesi andarono completamente fuori di testa, sfondarono un cancello e si fiondarono nei di­stinti, imitati dai gialloviolablu dall’altra parte. I due gruppi, e noi in mezzo, si in­con­trarono sulle gradinate, proprio mentre un drappello di carabinieri faceva irru­zione nel settore. Per alcuni minuti fu caos totale, con i carabinieri che roteavano le loro ban­doliere e i tifosi che ci davano dentro con aste e cinture, poi l’arrivo di altri P.S. spense tutti i fuochi. Durante la partita filò tutto liscio e anche alla fine la polizia riu­scì a tenere separate le tifoserie. Gli ultimi scontri della giornata avvennero sul bi­na­rio tra la celere e gli skin bolognesi, che volevano restare giù dal treno per aspettare i fiorentini. Non c’è che dire, vivemmo un’altra domenica di grande calcio.

E nella stagione successiva, fu ancora un Bologna-Modena a mettere di fronte le due parti:

Prima della gara circa quattro­cento modenesi furono scortati dai P.S. fino alle biglietterie, che distavano neanche centocinquanta metri dalla curva Andrea Costa. Manco a dirlo i bolognesi arrivarono come le mosche sulla merda, per puro caso noi eravamo in zona… Quasi istantanea­mente iniziò a volare di tutto e la polizia non usò mezze misure per tenere divise le due tifoserie, partirono due cariche, una di alleggerimento verso di noi e una molto più decisa verso i modenesi. Il messaggio era chiaro e il linguaggio pure. Fino alla fine della gara non successe più nulla, ma dopo il triplice fischio i bolognesi si radu­narono e, passando da una strada secondaria, arrivarono fino al parcheggio dove erano sistemati gli autobus che dovevano portare i modenesi alla stazione. I P.S. eb­bero la saggia idea di tenere gli ospiti all’interno dello stadio, questo evitò lo scontro frontale tra gruppi di ultras. La partita principale si giocò tra rossoblu e carabinieri e, chiaramente, anche noi ci unimmo alla sarabanda, che si concluse con le decise cari­che dei blu e la nostra “ritirata strategica”.

Nell’estate del 1988 Modena e Padova si ritrovarono di fronte nel girone eliminatorio di Coppa Italia. Prima della partita scoppiarono incidenti fra le due fazioni, ed i biancoscudati vennero condannati dai numeri, evitando una batosta peggiore solo chiudendosi dentro il proprio settore.

Gli anni novanta

Col ritorno di entrambe le squadre in serie B, all’inizio degli anni ’90, la rivalità con i “canarini” divenne molto più accesa: in quel periodo i gialloblù ci presero particolarmente gusto nell’affrontare tutte le trasferte senza scorta. E così anche a Padova:

Nel ’91 (stagione 1990/91, n.d.r.) un folto gruppo di gialloblu arrivò fino alle biglietterie, dove iniziò a pren­dere le sciarpe ai tifosi padovani isolati. Quando ce ne accorgemmo partimmo in venti e li cacciammo a calci in culo fino agli ingressi della sud. Non appena si resero conto del nostro numero tentarono una controcarica, ma nel frattempo erano arrivati altri ra­gazzi dalla nord e, soprattutto, una mandria di carabinieri che spense tutti i fuochi. (…)

(Modenesi all’Appiani nel campionato 1992/93)

Sempre nel ’91, ma in un altra partita, (Stagione 1991/92, n.d.r.) ci furono scontri in Prato della Valle con un valido gruppo di modenesi giunti in auto per evitare i controlli. Fu una bella rissa, in mezzo a turisti terrorizzati che non sapevano più da che parte scappare. (…)

Nel campionato 1992/93 gli emiliani ripeterono il numero, arrivando però quando mancavano poco più quindici minuti all’inizio della partita davanti al chiosco posto all’inizio di via 58° Fanteria, che ai tempi dell’Appiani era il ritrovo prepartita dei curvaioli padovani. Il grosso dei ragazzi era già entrato allo stadio, i pochi rimasti fuori e colti di sorpresa tentarono di imbastire una resistenza ma ebbero la peggio. Fu una “sveglia” salutare comunque per i nostri, che da quel momento iniziarono ad avere gli occhi ancora più aperti.

 (Ultras padovani senza scorta a Modena nel 1993)

Nella partita di ritorno una cinquantina di ultras biancoscudati tentò di restituire la cortesia, presentandosi a Modena con un pullman ed evitando controlli, ma vennero intercettati dalle forze dell’ordine a poche decine di metri dalla curva di casa.

Durante la stagione 1993/94 invece il Prato della Valle fu teatro di uno dei più bei scontri mai visti a Padova proprio in occasione della partita d’andata contro i canarini: 

I mo­denesi arri­varono senza scorta assieme ai ve­ne­ziani e il comitato di ac­coglienza andò loro in­contro verso la strada che porta alla basilica di S. Anto­nio. In quella zona del Prato era in corso il mer­cato dell’antiquariato. Per circa un quarto d’ora ci furono botte da orbi e nello scontro ven­nero usati vasi, sedie, tavolini e per­fino bilance, tutto rigoro­samente d’epoca! Alla fine gli ospiti furono costretti a riti­rarsi. Quando i cara­binieri arrivarono trovarono solo cocci e pezzi di supellettili.

Diverse scaramucce ci furono anche nella partita di ritorno, ma nulla di paragonabile alla battaglia del Prato della Valle.

(Incidenti prima di Padova-Modena 1993/94)

Le due squadre tornarono ad affrontarsi nella stagione 1998/99. La partita d’andata al Braglia scivolò via tranquilla, mentre al ritorno i modenesi tentarono di replicare il consueto numero presentandosi all’Euganeo addirittura alle dieci di mattina per aggirare i controlli. La curva padovana invece stava attraversando un periodo piuttosto delicato, fra diffide e contestazione alla presidenza di Viganò: i numeri in quel periodo erano ridotti all’osso, ed i ragazzi loro malgrado, dovettero rinunciare al faccia a faccia con gli emiliani in attesa di tempi migliori.
Ma la rivincita fu solo rimandata: nel febbraio 2000 i biancoscudati giocarono di sabato a Sassuolo il recupero di una partita del campionato di C2 rinviata per neve. Una cinquantina di modenesi si presentò nella cittadina emiliana aggredendo i pochi biancoscudati presenti, e costringendo tre di loro a farsi medicare in ospedale.
La resa dei conti arrivò nell’agosto di quello stesso anno: Padova e Modena infatti si incontrarono in amichevole precampionato, e gli ultras delle due fazioni si scontrarono nei pressi dello stadio Euganeo poco prima del match. Una ventina di ultras biancoscudati vennero diffidati in seguito a questi scontri.

(I modenesi all’Euganeo in amichevole nell’estate 2002)

Due anni più tardi le due squadre si affrontarono nuovamente in un’amichevole precampionato all’Euganeo. Al termine dell’incontro i modenesi (giunti tutti in auto) decisero di farsi un giretto sul parcheggio sud dell’Euganeo, ma la scelta si rivelò un passo più lungo della gamba e si ritrovarono con svariati contusi ed i veicoli parecchio areati.

Nella stagione successiva gli emiliani si presentarono a Padova-Pistoiese e furono presenti anche nel post-partita al casello della Zona Industriale insieme ai veneziani ed ai pochi pistoiesi che non tirarono pacco. Ovviamente anche a loro venne concesso l’onore delle armi. 

Nella stagione 2006/07 i modenesi si ripresentarono nuovamente a Sassuolo, ma i nostri non si fecero trovare impreparati, e per cinque minuti volarono delle belle mazzate fra le due fazioni, prima che si riorganizzassero le forze dell’ordine e rimettessero pace.

(Forze dell’ordine schierate all’aeroporto di Punta Raisi dopo gli scontri fra padovani e modenesi del gennaio 2014)

Negli ultimi anni le leggi anti-ultras hanno limitato molto gli incontri fra le due tifoserie: fra il 2009 ed il 2013 quasi tutti gli incontri fra Padova e Modena sono stati vietati ai tifosi ospiti, e così anche le occasioni di scontri si sono limitate a qualche scaramuccia nella stagione 2010/11. 

Nel gennaio 2014 invece le due tifoserie si sono incrociate casualmente all’interno dell’aeroporto di Palermo, i padovani erano di ritorno da Trapani, i modenesi si stavano recando a Palermo, per le partite delle rispettive squadre. Ne è nata una rissa in mezzo a turisti di ogni nazionalità allibiti, e la cosa ha avuto ampio risalto nelle testate giornalistiche di tutta Italia, soprattutto perchè ha messo in evidenza delle falle di sicurezza clamorose all’interno di un Aeroporto Internazionale. Alla fine ben 22 tifosi delle due squadre sono stati arrestati, e tutti gli altri colpiti da Daspo.

(Padovani a Modena nella stagione 2019/20 mentre espongono uno striscione per un rivale modenese: nonostante la forte rivalità, fra le due tifoserie esiste del rispetto di fondo)

Negli ultimi incontri non si sono più verificati incidenti fra le due tifoserie, ciònonostante la rivalità è ancora molto sentita.

E’ emerso in più occasioni invece il rispetto esistente fra le due tifoserie, che va oltre la rivalità: nel 2015 gli ultras biancoscudati diedero solidarietà ed appoggio logistico alla famiglia di Fabrizio Cesaro, tifoso modenese (in seguito deceduto) che si trovava ricoverato presso l’ospedale di Padova per un incidente automobilistico. Nella stagione 2019/20, a Modena, ancora i padovani hanno esposto uno striscione di vicinanza al modenese Lopez; mentre la curva gialloblù ha voluto rimarcare il rapporto di rivalità e rispetto esistente con i biancoscudati mediante l’esposizione dello striscione: “I veri rivali non li perdi nel tempo ma li incontri per strada” (Vedi foto sopra)

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