Centro di Coordinamento Clubs Biancoscudati

Il Centro di Coordinamento Clubs Biancoscudati (C.C.C.B.) vide la luce nel 1975 per opera del compianto Ruggero Ranzato, storico tifoso biancoscudato. Gli anni ’70 sono stati un decennio di “vacche magre” per la Padova calcistica, con il sodalizio biancoscudato che sprofondò addirittura in serie C2; tuttavia l’amore e la passione per i colori biancoscudati erano ancora molto forti in città, così come era ancora relativamente “fresco” il ricordo dei fasti del Padova dei “Panzer” e di Nereo Rocco: i primi clubs biancoscudati avevano visto la luce all’inizio del decennio, e nel 1975 la loro continua proliferazione rese necessaria la creazione di un’associazione “super partes”, un’organizzazione che coordinasse le forze e l’attività dei vari club nascenti e di quelli storici, in modo da non disperderle. “In quel periodo, all’Appiani il cuore del tifo era la Gradinata, priva di barriere e di divisori fra i vari settori; e la massa dei tifosi “ondeggiava su e giù per la gradinata, a seconda del lato in cui attaccava il Padova”, ricordava qualche anno fa uno storico esponente dei clubs biancoscudati.

Ma gli anni ’70 erano anche un periodo di forti tensioni e di gran fermento sociale, anche per quel che riguarda il calcio: nelle più importanti città italiane i primi clubs e centri di coordinamento erano venuti alla luce nel decennio precedente, ed in quel periodo i sostenitori più giovani stavano dando vita ai primi gruppi ultras. Anche a Padova si sentiva la necessità di creare un qualcosa che potesse dare un’identità vera alla tifoseria. Ranzato, prendendo spunto dall’associazione che raggruppava i tifosi del Milan, iniziò una lunga opera di coinvolgimento in città ed in provincia nei confronti di bar, ristoranti e locali.

I risultati dell’opera di Ranzato non tardarono ad arrivare: nella stagione 1979/80, il Padova in serie C2 veniva seguito da una media di oltre 8.000 tifosi all’Appiani; e proprio quell’anno venne organizzato dal CCCB il primo treno speciale per soli tifosi, in occasione della trasferta di Civitanova Marche che vide circa 700 padovani al seguito. L’epilogo della stagione vide il Padova giocarsi la promozione in C1 contro il Trento nello spareggio di Verona, con circa 20.000 tifosi al seguito!

Negli anni ’80 l’entusiasmo per la doppia promozione dalla C2 alla B sotto la presidenza di Pilotto fece crescere ulteriormente l’entusiasmo: il movimento ultras in città cominciava a prendere sempre più una propria identità, ma la vera “guida” del tifo padovano era sempre il CCCB. Le “carovane” di pullman che partivano da ogni quartiere della città e della provincia erano la dimostrazione di una tifoseria in piena salute, e nel giugno 1985 per la prima volta i tifosi biancoscudati misero piede in uno stadio del meridione: in occasione di Taranto-Padova, ultima di campionato e decisiva per la salvezza dei biancoscudati, venne organizzato un treno speciale che portò in Puglia oltre 600 tifosi biancoscudati.

La successiva retrocessione del Padova per illecito sportivo rappresentò una vera e propria mazzata per la tifoseria, e furono in molti coloro che si allontanarono definitivamente dallo stadio. In questa situazione i club non rimasero a guardare, ed in occasione di Padova-Prato, prima partita casalinga della stagione 1985/86, il CCCB organizzò il primo “sciopero del tifo” della storia biancoscudata, picchettando i cancelli dell’Appiani e chiedendo che il presidente Pilotto rassegnasse le dimissioni.

Col ritorno in serie B nel 1987, sotto la presidenza di Marino Puggina, rinacque l’entusiasmo: in quel periodo, venne raggiunto il massimo splendore del CCCB con oltre 100 club iscritti ed una massiccia presenza di tifosi sia in casa che in trasferta. All’inizio degli anni ’90 venne “accorciato” il nome in CCB (Coordinamento Clubs Biancoscudati).

I tempi tuttavia stavano inesorabilmente cambiando, e con l’avvicinarsi di una nuova generazione di tifosi più vicina agli ultras come modo di vivere la partita, l’attività dei club iniziò il suo lento declino, finendo col perdere il suo ruolo di “faro” del tifo biancoscudato.

A partire dalla stagione 1994/95, in seguito alla promozione in serie A del Padova ed alla nascita di alcuni club di tifosi anche al di fuori dei confini provinciali, il Coordinamento Clubs Biancoscudati modificò il proprio statuto ed il proprio nome in Associazione Italiana Clubs Biancoscudati (A.I.C.B). Il resto è un’altra storia.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: