Associazione Italiana Clubs Biancoscudati (A.I.C.B.)

Nel 1994, in seguito alla promozione del Padova in serie A, il Coordinamento Clubs Biancoscudati (C.C.B.) si rinnovò nelle cariche e nello staturo, cambiando il proprio nome in Associazione Italiana Clubs Biancoscudati. “Sull’onda dell’entusiasmo per la promozione nacquero un club a Roma e uno a Milano. Così si pensò di denominare il Centro di coordinamento Associazione Italiana Club Biancoscudati”, è la spiegazione che Giorgio Ferretti, allora segretario, rilasciò alla testata online Padova Sport nel giorno dei festeggiamenti per i 40 anni.

Il cammino tuttavia non fu facile: passati i primi due anni di serie A, il Padova precipitò in soli tre anni fino all’ultima categoria del calcio professionistico, la serie C2, finendo col dilapidare tutto ciò che di buono era stato fatto nei decenni precedenti. Anche l’attività dei club ne risentì, tantopiù che le nuove generazioni di tifosi erano ormai decisamente più vicine agli ultras come modo di pensare e di intendere la partecipazione allo stadio. La conseguenza di tutto ciò fu la perdita da parte dell’AICB del proprio ruolo di “guida” del tifo biancoscudato.

Nel 1999 si verificò addirittura una scissione interna. In piena contestazione alla presidenza di Viganò, infatti, emersero due linee di pensiero interne ai clubs biancoscudati (al contrario della curva, che invece era compatta nel contestare la dirigenza): da una parte i club più attendisti, intenzionati ad aspettare ancora le mosse dell’allora presidente, dall’altra i “contestatori” che volevano mettere pressione a Viganò affinchè cedesse. La votazione che ne seguì fece passare la linea dei contestatori. Tuttavia, gli “attendisti” non accettarono il verdetto, e parecchi club decisero di staccarsi andando a formare l’Unione Clubs Biancoscudati (U.C.B.), praticamente un centro di coordinamento parallelo. L’UCB avrà vita relativamente breve, tuttavia da quel momento si creerà in seno ai clubs biancoscudati una frattura insanabile, che in qualche modo serpeggia ancora oggi ad oltre vent’anni di distanza…

Nel corso del nuovo millennio l’A.I.C.B. ha mantenuto il suo ruolo di capofila del cosidetto “tifo moderato”, nonostante le mille difficoltà dovute ai cambiamenti che hanno interessato il calcio (sempre meno sport popolare, sempre più lontano dai tifosi), ai lunghi anni di mediocrità calcistica del Calcio Padova ed al conseguente distacco della città e dei tifosi nei confronti della squadra.
Negli ultimi anni, il sempre maggior proliferare di clubs “indipendenti” e le numerose frizioni interne hanno fatto si che il ruolo del Centro di Coordinamento venisse meno; tanto che nell’estate 2020, dopo alcune riunioni ed incontri fra tifosi per trovare una soluzione a questa crisi, l’A.I.C.B ha deciso fare un passo indietro, cedendo il proprio ruolo alla neonata associazione Appartenenza Biancoscudata

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