Il primo piccolo, grande passo

Dopo 25 anni di attesa, finalmente oggi è arrivata la svolta vera e propria: con la firma del contratto, alle 14.30 si è aperto il cantiere per la nuova Curva Sud dello stadio Euganeo. La Ditta Steel, un’azienda romana, si è impegnata da contratto a consegnare il cantiere in 275 giorni, vale a dire 9 mesi. Insomma, per metà settembre 2021 avremo la nuova curva da 3.200 posti, coperta e vicina al campo. Probabilmente non ce l’avremo per le prime partite della stagione calcistica 2021/22, ma da metà settembre, vale a dire la terza o quarta partita casalinga. Riteniamoci pure fortunati: se il progetto non fosse stato finanziato prima del Covid, probabilmente adesso non ci sarebbero le coperture finanziarie, ed il nostro sogno sarebbe rimandato a data da destinarsi. Gli scettici possono chiedere informazioni a proposito del nuovo stadio del Venezia F.C.
E’ un primo, decisivo passo in avanti. Ed ora andiamo ad affrontare gli aspetti critici della questione.

La classe apolitica

Come ben sappiamo, Padova è stata sempre una città molto divisa politicamente. E si nota anche dal fatto che la nostra città da “Capitale del Nordest” è scivolata piano piano al livello di una qualsiasi città della provincia veneta, proprio a causa della scarsa lungimiranza dei suoi politici, più propensi a farsi le scarpe a vicenda ed a rimanere attaccati alla poltrona che a studiare progetti di sviluppo per la città stessa. Basta pensare che stiamo ancora qua a dibattere su un tram logoro e superato, che non è nemmeno più in produzione…
Lo stadio è stato un problema per anni, quando ci sarebbe servito per andare in serie A ma non era mai pronto. Ed è diventato un problema ancora maggiore quando si è rivelato un catafalco che ha fatto solo disamorare la città…
Per molto tempo i tifosi hanno chiesto ai vari sindaci che si sono alternati, una soluzione che non finisse per penalizzare il calcio: Zanonato I veniva a parlare con i tifosi col bloc-notes per prendersi appunti, poi entrò in conflitto con i tifosi stessi; Giustina Destro fingeva interesse per questioni di voti ma nel concreto non ha mai fatto nulla; Zanonato II tentava di rivalutare l’Euganeo portandoci a giocare il Treviso quando era in serie A, e Zanonato III se avesse potuto avrebbe messo una bomba sotto lo stadio con tutti i tifosi dentro… Poi arrivò Bitonci, che proponeva di portare il Padova al Plebiscito e che probabilmente ce l’avrebbe fatta se gli alleati non l’avessero sgambettato prima. Infine la Giunta Giordani, che tramite Bonavina si è adoperata per una ristrutturazione dell’intero stadio. Ed oggi si è fatto un primo passo.
Pertanto, al di là delle idee politiche personali, da parte di chi scrive un “Grazie!” all’assessore Bonavina è doveroso! Per il futuro, invitiamo la classe politica padovana a considerare il Calcio Padova ed i suoi tifosi un patrimonio della città, e ad agire nell’interesse di tutti senza più divisioni ideologiche, che tanto bene hanno fatto alla nostra città…

“Era meglio andare al Plebiscito…!”

Il titolo che leggete è una delle frasi maggiormente utilizzate da quella parte di tifoseria che è scettica circa il progetto di Bonavina.
Ebbene si, lo riconosciamo anche noi: era meglio andare al Plebiscito! Il Plebiscito però è un progetto ormai morto e sepolto… Non voglio nemmeno commentare le puttanate di chi mi dice che “non sarebbe uno stadio adatto alle ambizioni del Padova!” perchè rischierei di diventare maleducato ed offensivo: semplicemente, è stata fatta a suo tempo contro il Plebiscito una guerra senza esclusione di colpi e senza dignità. E’ stato detto di tutto e di più. Fake news vere e proprie e prospetti di spesa gonfiati senza che tuttavia chi ne parlava sapesse spiegare come e perchè… una guerra a cui si è accodata quella parte della stampa locale che sostiene una parte politica ben precisa della città! Il messaggio che è stato fatto passare è che Bitonci abbia perso la rielezione proprio per essersi impuntato sul Plebiscito. E mettetevi pure il cuore in pace: con queste premesse mai più nessuna giunta di centrodestra riprenderà in mano la questione! A questo punto però l’Euganeo è diventato un problema anche per noi… Pertanto ci prendiamo al volo la ristrutturazione dell’Euganeo, precisando che la nuova curva è solo un punto di partenza e che si lavorerà insieme per studiare una vera e propria riqualificazione di tutta la zona. Stare qui a pensare al Plebiscito, è pura illusione. E noi, francamente, non abbiamo più tempo da perdere…

Perchè non si è mai pensato ad una ristrutturazione dell’Appiani?

Altra domandona che si fanno spesso gli oppositori del progetto di Bonavina. Risposta: se l’Appiani fosse stato ristrutturabile ci saremmo semplicemente fermati li! Chi non vorrebbe tornare a giocare nel Tempio? E non venite a parlarmi di sicurezza, che se nella vita avessi voluto la sicurezza totale mi sarei comprato una campana di vetro come Michael Jackson e da li sotto non mi sarei mai mosso!
Purtroppo però le leggi attuali non ci consentirebbero mai di avere l’agibilità per giocarci un campionato professionistico, la struttura andrebbe ampliata e non c’è lo spazio fisico per ampliarla, non ci sono vie di fuga, nè spazio sufficiente per ricavare zone cuscinetto e parcheggi per i tifosi ospiti, e gli abitanti della zona probabilmente farebbero una rivolta! Già nei primi anni ’90 l’Appiani non era più a norma, figuratevi oggi…
Quindi si, sarebbe bello poter tornare a giocare all’Appiani. Ma siccome siamo anche realisti, come per il Plebiscito vi invitiamo a non farvi illusioni.

L’Euganeo, sistemato così, risulterà essere il classico “tacon pexo del sbrego”!

Questa è una delle obiezioni più comuni, e come le altre due contiene un fondo di verità. Va però analizzata per bene.
E’ vero, la sola costruzione della curva non risolve i problemi di questo stadio. Ma è un punto di partenza. Vi ricordiamo che esiste un progetto che prevede una totale ristrutturazione dello stadio in tre stralci: il primo appunto, è l’avvicinamento della Curva Sud. Poi il secondo prevede l’avvicinamento della Curva Nord. Ed infine quello delle due Tribune.
Siamo perfettamente coscienti che il secondo ed il terzo stralcio non sono ancora stati finanziati, e che probabilmente nei prossimi anni il comune non avrà mai i soldi per farlo. Ma mai dire mai. Intanto era importante partire, poi comunque l’impegno dovrà continuare, così come il dialogo con le istituzioni e la città. Ci vorrà ancora qualche anno, ma ci arriveremo.

L’invito che facciamo a tutti i tifosi biancoscudati è di farsi meno pippe mentali: iniziamo a crederci, ed a marciare tutti in una sola direzione, che i risultati arriveranno. E soprattutto, chi si è allontanato in questi anni dallo stadio a causa dello schifo di struttura che abbiamo, ricominci a tornare. Per il Padova, non per lo stadio.

Ci auguriamo di essere stati esaustivi. Un grazie a chi si sforzerà di capire le nostre parole.

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