Perugia-Padova

Doveva essere la consacrazione del Padova di Mandorlini, invece la serata del Curi si è trasformata in un incubo. Tre schiaffoni che ci auguriamo servano come sveglia, perchè il Padova è indubbiamente una squadra forte e costruita per puntare alla promozione; ma ieri ha peccato un tantino di presunzione, come anche il suo tecnico.

Turn-over

Dicevamo della presunzione del tecnico: Mandorlini, rispetto alla partita contro la Virtus Verona, opera un vasto turn-over: al centro della difesa viene escluso Andelkovic per fare spazio a Kresic, fermo da troppo tempo e costretto a fare i conti con due bruttissimi clienti come Melchiorri e Bianchimano. Davanti, ad accomodarsi in panchina è Bifulco, lasciando spazio alla copia Soleri-Nicastro; mentre a centrocampo si opta per un’assetto più di contenimento con Hallfredsson al posto di Ronaldo. Ed il Padova parte anche bene, dal momento che nel primo tempo e nei primi 10′ della ripresa tiene egregiamente il campo e domina il possesso palla, pur non effettuando mai un solo tiro in porta. I biancoscudati tuttavia appaiono un pò troppo leziosi, perdendo spesso palloni ingenuamente; ed in avanti sono praticamente inesistenti, con Nicastro ben controllato da Monaco e Soleri che non ne becca una nemmeno per sbaglio (e del resto, finchè si resta nascosti dietro il difensore, difficile che possa arrivare qualche palla giocabile…).

Incubo perugino

L’incubo inizia al 12′ della ripresa: la difesa biancoscudata perde l’ennesima palla in maniera ingenua, ed il Perugia guadagna un calcio d’angolo.Sugli sviluppi la palla arriva a Melchiorri che calcia da posizione defilata, Sgarbi devia la traiettoria del tiro e Vannucchi è battuto. 1-0 per i grifoni.
Il Padova fatica a reagire, e Mandorlini prepara un triplice cambio con l’intenzione di inserire Ronaldo, Bifulco e Santini. Il problema è che il mister perde almeno cinque minuti a dare disposizioni ai nuovi a bordo campo; e nel frattempo il Perugia raddoppia, ancora per una palla persa dal Padova sulla propria trequarti: Melchiorri scende sulla sinistra e va al tiro, ingenuità di Vannucchi che smanaccia il pallone rimettendolo verso il centro dell’area dove si avventa Bianchimano che sigla il 2-0. A questo punto i cambi diventano sostanzialmente inutili.

Gestire la rabbia

Ronaldo Pompeu da Silva è un giocatore di gran talento, ed uno di quelli che in serie C fa la differenza. Tuttavia, il suo temperamento eccessivamente focoso lo penalizza e non poco. Nella partita di Perugia è rimasto in campo dieci minuti scarsi: il tempo di impegnare il portiere umbro Fulignati su punizione. Poi, a cinque minuti dalla fine, stende un avversario lanciato a rete appena entrato in area: rigore e cartellino giallo, frase irriguardosa di Ronaldo all’arbitro, e conseguente rosso. Con il 3-0 trasformato ancora da Bianchimano.
Ora, dal momento che il brasiliano ci piacerebbe averlo sempre in campo, e non solo a noi, forse è il caso che qualcuno investa un pò di soldi e lo iscriva ad un corso per gestire la rabbia. Perchè non è la prima volta che il buon Ronaldo cade su queste stupidaggini. E sinceramente, perderlo adesso per 2-3 giornate da parecchio fastidio.

Conclusioni

Vorremmo augurarci che i tre schiaffi di Perugia siano stati una lezione salutare. Altrimenti dovremmo pensare che anche quest’anno si è sbagliato tutto, e rimangiarci quanto abbiamo sempre sostenuto sul “Grande Padova” che ci aspetta in futuro. Già, perchè se non si fosse capito, o saliamo quest’anno con questa società; oppure siamo destinati a farci almeno un altro decennio in terza serie! Tempo non ce n’è più, meglio che qualcuno se ne renda conto per bene, evitando atteggiamenti da fenomeni; altrimenti poi allo stadio non vi resteranno nemmeno quei tifosi considerati “dannosi” solo perchè non allineati al pensiero del “sostegno sempre e comunque, anche contro l’evidenza” che sembra sia diventato il mantra della parte organizzata del tifo.
Domenica arriva il Matelica, squadra neopromossa e ben organizzata. L’augurio è di non rivedere più esperimenti fatti alla cazzo di cane, nè eccessi di leziosità. Altrimenti vorrà dire solo che nell’ultimo mese e mezzo abbiamo assistito solo all’ennesimo fuoco di paglia.

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