BIANCOSCUDATA NOSTALGIA: Sauro Massi

Sauro Massi nasce a San Giovanni Valdarno, provincia di Arezzo, il 27 maggio 1958. Attaccante esterno di destra, o “Ala destra” come ancora si chiamavano in quegli anni, Sauro comincia la carriera nella Spal nel 1976, società con cui in due campionati mette insieme una ventina di presenze fra serie B e C1. In seguito veste le maglie di Benevento, Forlì e Sambenedettese, con cui vince il campionato di serie C1 1980/81; prima di arrivare al Padova, neopromosso in C1, nell’estate del 1981.

Gli anni ruggenti

Voluto in biancoscudato da Mario Caciagli, che lo aveva già allenato alla Spal, Massi disputa l’intera stagione da titolare. Alla fine saranno 34 le presenze dell’ala toscana, condite da due gol. Con l’addio di Caciagli e l’arrivo sulla panchina biancoscudata di Bruno Giorgi, anche Massi viene ceduto al Pescara, con cui conquista la promozione in serie B al termine della stagione 1982/83. Nell’ultimo turno di campionato, è proprio una sua rete sul campo della Casertana a regalare la serie B agli abruzzesi.
Quindi il ritorno a Padova, nell’estate del 1983, con i biancoscudati neopromossi in B. Allenatore di quel Padova è Giorgio Sereni, che viene esonerato alla 12° giornata dopo la sconfitta sul campo del Pescara. In quel momento i biancoscudati si trovano in fondo alla classifica, a pari punti con Catanzaro e Pistoiese. Gli subentra Aldo Agroppi, che come prima cosa rispolvera Massi nella posizione di “falso nueve”, ruolo che aveva già ricoperto a Pescara con Tom Rosati. Il Padova riesce ad emergere dalla zona retrocessione. A febbraio Agroppi rassegna sorprendentemente le dimissioni dopo la sconfitta interna col Como: il suo posto viene preso da Gennaro Rambone, che tuttavia punta ancora sulle qualità di Sauro. E le soddisfazioni arriveranno.

Quel pomeriggio col Lecce

Domenica 27 maggio 1984. E’ una domenica atipica per essere fine maggio, ed infatti piove a dirotto. Si disputa la terzultima giornata del campionato cadetto, ed all’Appiani arriva il Lecce: i salentini si stanno giocando le ultime chance di promozione, mentre i biancoscudati, che pure con Rambone hanno operato una rimonta straordinaria arrivando nella parte alta della classifica, non hanno più niente da chiedere al campionato. Il primo tempo è un pò avaro di emozioni, e si chiude con il Padova in vantaggio grazie ad un gol di Da Croce su sponda di testa proprio di Sauro Massi. Nella ripresa il Lecce si scopre nel tentativo di agguantare il pareggio e rimanere così agganciato al treno per la promozione; ed i biancoscudati vanno a nozze in contropiede. E’ proprio Sauro Massi il mattatore di giornata: già autore dell’assist per Da Croce in occasione del gol del vantaggio, il centravanti valdarnese chiude la contesa con una doppietta al 69′ ed al 72′. Entrambi segnati su azione di contropiede. Uno uno-due micidiale per il Lecce, che finisce con incassare la goleada grazie alle marcature di Viscido e di “Mastro” Cerilli. Padova 5 Lecce 0. Ed a fine partita l’Appiani viene quasi giù nell’idolatrare Sauro Massi, eroe di giornata. Una delle partite più epiche che ancora oggi vengano ricordate dai tempi dell’Appiani.

Il declino

Nell’estate 1984, con l’arrivo della coppia di attaccanti costituita da Loris Pradella ed Orazio Sorbello, Massi viene ceduto al Perugia. Con gli umbri rimane due stagioni, per un totale di 57 presenze e 5 reti: il primo anno sfiora la promozione in serie A, mancata per un solo punto; mentre il secondo anno verrà coinvolto nello scandalo del “calcioscommesse-bis“, ricevendo una squalifica di tre anni. Scontata la squalifica, si trasferisce a Bisceglie, in C2, dove ritrova l’ex compagno di squadra Vito Graziani. Sarà un’annata sfortunata per i pugliesi, fra problemi societari e tecnici (all’ennesimo cambio di panchina, fu addirittura Graziani ad assumere la doppia carica di allenatore-giocatore) che porteranno la compagine neroblu a retrocedere nei dilettanti. Sauro quell’anno marcherà il cartellino per 18 volte, siglando una sola rete (peraltro decisiva) nel derby contro il Trani. Terminata l’esperienza in Puglia, decide di appendere le scarpette al chiodo all’età di 32 anni.
Si trasferisce quindi in Romagna, dove sposa Adele Pasini ed intraprende la carriera di allenatore e responsabile del settore giovanile in diverse società della zona di Forlì. E proprio a Forlì ci lascerà, il 18 ottobre 2018 ad appena 60 anni, per un malore durante il sonno.

Noi di Passionebiancoscudata.it intendiamo omaggiarlo col ricordo di quella che probabilmente è stata la miglior giornata della sua carriera nel Padova: Padova-Lecce 5-0 del 27 maggio 1984.

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