Padova-Sudtirol 2-0

Il Padova supera il primo esame di maturità costituito dal temibile Sudtirol e vola in testa alla classifica. E da ulteriore conferma della propria forza; in una giornata in cui i biancoscudati non sbagliano praticamente nulla, ed il punteggio avrebbe potuto essere ancora più rotondo.

Padova d’assalto.

Da quando il Padova ha capito di dover “fare” la partita, ha trovato ben pochi rivali sul campo; tanto che pure una seria candidata alla promozione come il Sudtirol torna a casa con le ossa rotte ed un passivo che avrebbe potuto essere ben più netto. Come ad Arezzo, i biancoscudati partono aggressivi, e già al 3′ arrivano al tiro con Saber (anche ieri uno dei migliori), la cui staffilata esce di poco a lato. E’ il preludio al gol del vantaggio: il Padova pressa, la difesa ospite va in affanno, e finisce per regalare a Nicastro il pallone del vantaggio. E’ l’ottavo minuto di gioco… I difensori di un tempo, spazzavano semplicemente l’area, anche a costo di calciare qualche pallone in tribuna e di sembrare poco eleganti; i difensori di oggi sono dei fighetti che si sono dimenticati l’abc del mestiere. Ed oggi ad approfittare di questa involuzione del calcio è tale Francesco Nicastro da Campofranco. Poco male.
Una volta in vantaggio, i biancoscudati vanno alla ricerca del colpo del k.o; che dopo due tentativi alla distanza di Jelenic e Della Latta, arriva alla mezz’ora ancora per mano del bomber siculo: cross dalla trequarti di Curcio, Nicastro supera nello scatto il marcatore diretto, stacco perfetto di testa e palla che si insacca alle spalle dell’incolpevole Poluzzi. Gioco, partita, incontro. E l’attaccante biancoscudato, fino ad oggi abbastanza bistrattato dalla critica, si candida alla vittoria di tappa del Biancoscudato d’oro

Sogno biancoscudato

Nella ripresa i biancoscudati gestiscono la partita con giocate di buona fattura, e reclamano anche un rigore per una spinta abbastanza evidente su Germano. Alla fine il 2-0 è quasi stretto. Un esame di maturità superato a pieni voti. Con dedica a tutti coloro che insistevano che serve una punta centrale, che Nicastro non serviva, a chi si lamentava ad esempio dello scambio Baraye-Curcio (uno dei migliori), a chi aveva già sentenziato dopo due partite che questa squadra era da retrocessione diretta…
Forse, e dico forse, sarebbe il caso che da queste parti più di qualcuno cominciasse a contare fino a mille prima di parlare!
L’unico peccato è non poterla ammirare dal vivo una squadra così! Forse saremo degli inguaribili ottimisti, sicuramente adesso c’è un’emergenza in corso finita la quale ci saranno molti problemi di ben altra natura; ma ci piace pensare il giorno del ritorno allo stadio della totalità dei tifosi, con entusiasmo, voglia di tifare, caricati a molla e con una squadra che gioca ed onora la maglia come stiamo ben vedendo! Forse è solo un sogno, ma chissà…
Ora largo alla Coppa Italia ed alla trasferta di Firenze.

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