Padova-Legnago 1-1

E’ mancato il salto definitivo. Potremmo riassumere così il match contro la neopromossa compagine veronese, rivelazione del campionato: dopo due belle vittorie, i biancoscudati hanno impattato nuovamente all’Euganeo (secondo passo falso casalingo dopo la sconfitta all’esordio contro l’Imolese); mettendo in mostra quanto già fatto vedere in questo inizio di torneo, sia nel bene che nel male.

Distrazioni fatali.

Pronti-via, ed il Legnago va subito in vantaggio: punizione dalla tre quarti, la palla sfila in area senza che nessuno la tocchi, rimbalza e si infila nell’angolino complice un esterefatto Vannucchi, che ha le sue belle responsabilità. Errori che capitano, a Fermo il numero uno biancoscudato ha salvato una vittoria sacrosanta, domenica ha commesso un errore di valutazione costato caro. Quello che non dovrebbe più capitare, perlomeno se si vuole vincere il campionato, sono questi momenti di blackout che invece attanagliano di tanto in tanto la squadra. Si, perchè gli undici in maglia bianca l’impegno ce lo mettono, non si può dire niente. Il problema è che vanno in confusione, attaccano alla rinfusa e commettono errori ingenui consentendo agli avversari di ripartire. Come Hallfredsson al 13′, quando si fa rubare palla ingenuamente da Sgarbi a centrocampo, che si invola solitario verso la porta prima di venire recuperato da Pelagatti. E verso la fine del primo tempo i veronesi si portano addirittura sul 2-0, se la rete non venisse annullata per fuorigioco. Insomma nel primo tempo il Padova si vede ben poco. Come se non bastasse, dopo appena dieci minuti perdiamo anche Jefferson per infortunio; ed a questo punto anche nei più ottimisti comincia a serpeggiare qualche dubbio sull’effettivo valore del brasiliano…

Cambio volto

Nell’intervallo probabilmente Mandorlini si fa sentire in spogliatoio, perchè il Padova del secondo tempo è decisamente più spavaldo ed aggressivo. Con Ronaldo al posto di Hallfredsson il passo dei biancoscudati cambia decisamente. Ma, come a Fermo, sale in cattedra l’estremo difensore ospite Pizzignacco, che prima salva su colpo di testa di Soleri, poi si supera su una rovesciata di Bifulco che avrebbe meritato ben altra sorte, ed infine svetta nuovamente un diagonale del generoso Soleri. A questo aggiungiamoci la poca precisione degli avanti biancoscudati su un paio di colpi di testa, e va da se che la partita si mette in salita. A dieci minuti dalla fine ancora Soleri di testa supera Pizzignacco, ma la palla sbatte sul palo: Della Latta è il più lesto di tutti a recuperare, e trova il gol del pareggio. Nel finale i biancoscudati vanno ancora all’assalto, all’arma bianca, ma Santini, Nicastro e Jelenic, nell’ordine, non riescono a combinare granchè.

Cambio di approccio.

Domani sera i biancoscudati scenderanno in campo ad Arezzo, contro una squadra a caccia di punti che in settimana ha cambiato allenatore e diesse. Arezzo con due ex importanti come Pesenti e Cutolo. Insomma, ce n’è abbastanza per il tifoso da toccarsi i gioielli di famiglia. Ma la squadra non deve farsi condizionare da questi. Anzi, diremo di più: vorremmo vedere un Padova con un atteggiamento ben diverso, meno timoroso, più aggressivo. Siamo sicuri che questa squadra non abbia niente da invidiare a nessuno, quando appunto gioca per vincere e non lascia giocare gli avversari. Insomma, un Padova diverso da quello visto nel primo tempo contro il Legnago. Sarà così?

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