Fermana-Padova 0-1

Anche a Fermo, l’undici di Mandorlini porta a casa il risultato pieno con una prova più che convincente; una dimostrazione di forza e di capacità di imporre il proprio gioco anche fuori casa. Noi rimaniamo con i piedi per terra: non ci eravamo depressi dopo Fano, non ci esaltiamo oggi. Il campionato è ancora lungo, e vedendo i risultati strambi che escono fuori ci verrebbe da dire che forse i veri valori li vedremo fra un paio di mesi. Ad ogni modo, presto o no, la squadra è forte. E questa è la miglior risposta che si potesse dare a tutti i detrattori.

Gol sbagliato, gol subito

E’ quello che debbono aver pensato un pò tutti i tifosi biancoscudati al minuto numero 80, quando il fermano Neglia ha schiacciato di testa da dentro l’area piccola quella che doveva essere la palla del pareggio. Fino a quel momento, in campo c’era stato solo il Padova; portatosi in vantaggio dopo appena due minuti di gioco, ma incapace di chiudere la contesa, tanto da sbagliare un rigore ed almeno tre nitide occasioni per raddoppiare. E si sa, se non chiudi la partita quando dovresti, prima o poi subisci la beffa!
Tuttavia per una volta la “dea fortuna” ha voluto togliersi la benda dagli occhi. E si è resa conto che forse no, un pareggio in una partita del genere non sarebbe assolutamente stato il risultato più giusto. Decidendo addirittura di intervenire, reincarnandosi nell’estremo difensore biancoscudato Gianmarco Vannucchi, capace di compiere un vero e proprio miracolo nell’andare a togliere quel pallone schiacciato da Neglia proprio sulla linea di porta, quando i pochi presenti stavano già gridando al gol.
E visto che siamo in vena di proverbi, lasciateci rispondere che “la fortuna aiuta gli audaci”, ed i biancoscudati di audacia hanno dimostrato di possederne in quantità.

Assolo biancoscudato

Come già detto, il Padova aveva subito imposto il proprio gioco ai canarini, andando in vantaggio dopo appena 120 secondi: cross di Saber, attimo di incertezza di Ginestra (l’unica in 90 minuti) sul mancato colpo di testa di Jefferson e palla che arriva sui piedi di Bifulco, che non perdona. “Abbiamo segnato troppo presto!”, è il primo pensiero ad esserci balenato per la testa. Ma i biancoscudati non si accontentano ed anzi continuano a macinare gioco ed a cercare di assestare il colpo del ko. L’occasione più ghiotta arriva intorno al 20′: Comotto stende in area Bifulco, e l’arbitro indica il dischetto. Va alla battuta Jefferson, che però si fa intuire la conclusione dal portiere Ginestra, facendo esplodere le bestemmie dei nostri concittadini. Un quarto d’ora più tardi il brasiliano concede il bis: su lancio dalle retrovie è bravo a farsi trovare solo in area ma spreca con un colpo di testa senza convinzione che finisce a lato. In tutta franchezza ci verrebbe da dire al brasiliano che non ci siamo proprio. Ma è pur vero che a calcio si gioca in 11. Per fortuna.

Most Valuable Player

Chi invece c’è e si fa sentire, a dispetto dei 41 anni d’età, è l’estremo difensore fermano Paolo Ginestra. Uno scoglio su cui si sono infranti uno dopo l’altro tutti gli attacchi padovani. Oltre al rigore parato, infatti, nella ripresa prima neutralizza in due tempi una conclusione da fuori area di Hallfredsson; poi si supera su un colpo di testa di Soleri, andando a togliere la palla dalla linea di porta con un prodigioso colpo di reni. E nel finale, con i suoi compagni sbilanciati in avanti alla ricerca del pareggio, nega per altre due volte la gioia del gol prima a Bifulco poi a Ronaldo, su altrettante azioni di contropiede orchestrate dai biancoscudati. Onore al merito, se la Fermana è rimasta così a lungo in partita lo deve a lui. Ma da solo non è bastato

Il Biancoscudato d’oro

La graduatoria del Biancoscudato d’oro vede le posizioni di testa quasi tutte occupate dai “nuovi”. E ci dimostra che gli acquisti migliori sono proprio quelli giunti negli ultimi giorni, che ora ci stanno facendo fare il salto di qualità…
Bifulco è stato ancora una volta il mattatore: un gol, un rigore procurato, almeno un paio di occasioni per siglare la sua doppietta personale. Bel giocatore ed ottimo acquisto. Così come Saber Hraiech (non ho ancora capito quale sia il nome e quale il cognome): ieri su un campo pesante, è salito in cattedra fin dai primi minuti risultando determinante. Suo l’assist per Bifulco in quello che è stato l’unico gol della partita; ed una gran quantità di “lavoro sporco” importantissimo.
Ottima prova anche di Hallfredsson, l’islandese volante che fino adesso non ha convinto al 100%, ma che con la giornata di ieri ha saputo far valere le proprie doti fisiche. Ed una menzione speciale anche per Vannucchi, che ieri ha dimostrato di esserci nell’unico momento in cui doveva esserci.

Grandottorismo stile di vita.

Dopo la partita di Fano, avevamo assistito ad una vera e propria depressione di massa, con centinaia di tifosi da social ad ingurgitare quintali di ansiolitici. Sentivamo gente dirci che ci dovevamo svegliare, che la società ci stava prendendo per il culo come nemmeno il peggior Viganò o Penocchio, che ormai la stagione era compromessa… Oggi vediamo le stesse persone con un sorriso a 32 denti, e manca poco che ci vengano a dire “Eh, l’ho sempre detto io che eravamo forti…”. Il “Grandottorismo” imperante in questa città.
Ma il Grandottorismo non ci porta benefici, l’abbiamo già detto. Magari qualcuno penserà che siamo un pò troppo presuntuosi a pretendere di insegnare agli altri come vivere l’amore per il biancoscudo: lungi da noi, ci permettiamo solo di far notare che se si vuole creare un ambiente migliore, il cambiamento deve venire prima di tutto da noi stessi. E gli attacchi continui e sistematici a dirigenti ed allenatori che meriterebbero un pò di rispetto, e che invece abbiamo letto sui social per tutta l’estate, e sentito anche in televisione da “autorevoli firme” del giornalismo nostrano, hanno francamente stancato. Preoccupiamoci di fare i tifosi, amici carissimi!

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