Padova-Mantova 3-1

Grande Padova, finalmente! Per chi ama il biancoscudo, “Grande Padova!” è una delle esclamazioni più liberatorie. Non capita spesso infatti di vedere la nostra squadra che vince e gioca pure bene, ma quando capita vogliamo goderci il momento!

Veni, vidi, vinci

La celebre frase di Giulio Cesare, che rese famoso in Spagna Christian Panucci, si adatta perfettamente ai nuovi arrivati nelle fila del biancoscudo. Parliamo di Felipe Curcio e Bifulco, ieri fra i migliori in campo, col napoletano che addirittura è andato in rete segnando il gol del temporaneo 2-1. Una bella risposta a quanti in settimana storcevano il naso, ulteriore dimostrazione che dopo due giornate di campionato non si possono trarre conclusioni definitive, con buona parte dei vari “grandottorissimi”.

Svarioni

Nella serata in cui il Padova ritrova sè stesso, l’unica nota leggermente stonata viene dalla difesa, ossia proprio quel reparto che a Fano aveva dato maggiori garanzie. Il Mantova va in vantaggio proprio su uno svarione di Andelkovic, che nel tentativo di anticipare Rosso devia il pallone nella sua porta; e rischia addirittura di raddoppiare con lo stesso Rosso, che si fa 50 metri in cavalcata solitaria per poi scavalcare Vannucchi con un tocco sotto: la palla termina clamorosamente a lato. Se l’attaccante bianco-rosso fosse stato più preciso, probabilmente adesso staremmo qui a raccontare un’altra partita.

Carattere

Ma il 2-0 sarebbe stato una punizione eccessivamente severa per un Padova che fin dai primi minuti aveva imposto il suo gioco: già nei minuti iniziali Soleri aveva reclamato un rigore per un atterramento vistoso in area, per la seconda volta di seguito non rilevato dall’arbitro dopo la svista clamorosa di Fano. Poi Nicastro di testa aveva messo a lato di un soffio a portiere battuto. Quindi, subito dopo il vantaggio del Mantova, Andelkovic aveva centrato una clamorosa traversa su tiro da fuori area, ed il portiere mantovano Tozzo aveva effettuato due belle parate su altrettante conclusioni di Ronaldo e Soleri aveva clamorosamente “ciabattato” la palla del pareggio. Alla mezzora ci pensa Simone Della Latta a rubare un pallone sulla sinistra andando a procurarsi un rigore. Ronaldo non sbaglia dal dischetto: è il gol che sblocca il Padova e mette la partita tutta in discesa. E cinque minuti più tardi proprio il nuovo arrivo Bifulco, su “velo” di Soleri, va ad insaccare il 2-1 meritatissimo.

Il coronamento

Nella ripresa il Mantova cerca di modificare il proprio assetto tattico, mentre i biancoscudati al contrario dimostrano una certa maturità nel saper amministrare la partita. Il Padova non corre più grandi pericoli, anzi sfiora più volte il gol del 3-1, fino a trovarlo a 5 minuti dalla fine con un gol di Matteo Mandorlini su azione di calcio d’angolo. Il coronamento di una grande serata.

Fiducia, non esaltazione

Ecco, dovessimo dare un giudizio sulla serata di ieri, diremmo che prima ancora che una dimostrazione di gioco, il Padova ha dato una dimostrazione di gran carattere. La nostra storia ci insegna che le soddisfazioni maggiori ce le siamo tolte quando in campo scendevano giocatori di carattere, perciò teniamo i piedi per terra e guardiamo con maggiore positività al futuro. A partire dalla trasferta di domenica a Fermo. In fondo abbiamo vinto solo una partita, e sappiamo bene che nella nostra città c’è anche chi attende con ansia le sconfitte del biancoscudo per poter sfoggiare il proprio sorrisone a 32 denti mentre dice “Ve l’avevo detto io…”.

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