UCRONIA BIANCOSCUDATA: Il Padova anni ’90 – prima parte

Con il termine “Ucronìa” si definisce un genere di narrativa fantastica,  basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. Uno dei romanzi più celebri del genere ucronico è, per esempio, “La svastica sul sole” di Philippe Kindred Dick, premiato nel 1963 col “Premio Victor Hugo” come romanzo dell’anno; che immagina una vittoria dell’Asse durante la seconda guerra mondiale, con un mondo completamente dominato dal Reich tedesco e dall’Impero giapponese. Su Facebook esiste anche un gruppo che si chiama “Calcio Ucronico”, in cui gli utenti ricostruiscono il destino delle proprie squadre se determinate cose sono andate diversamente. Beh, ci abbiamo voluto provare anche noi: abbiamo voluto immaginare che la storia recente dei biancoscudati si fosse svolta diversamente, cambiandone alcuni elementi. Partendo da quello che secondo noi è stato un punto di svolta importante: la stagione 1990/91. L’augurio è che tutto ciò vi serva per farvi magari due risate, ammirando la fantasia di chi scrive. Non che vi mettiate a rimuginare su ciò che poteva essere e non è stato, per carità, che di paranoie i padovani ne hanno già abbastanza per conto proprio!

Stagione 1990/91

Lucca, domenica 16 giugno 1991. Il Padova si sta giocando all’ultima di campionato l’approdo nella massima serie, in un’appassionante duello a distanza con l’Ascoli di Costantino Rozzi. I biancoscudati erano partiti male in campionato, ma poi con l’arrivo del giovane Albertini in prestito dal Milan avevano ritrovato gioco e risultati, rimontanto fino al quinto posto in classifica a pari punti con l’Ascoli. Con Foggia, Verona e Cremonese già promosse, l’ultima partita di campionato vedeva impegnato il Padova a Lucca e l’Ascoli a Reggio Emilia in un celebre duello a distanza. L’entusiamo nella Città del Santo chiaramente era a mille, e migliaia di tifosi avevano invaso la Toscana; ma la Lucchese si era dimostrata un osso duro e per niente arrendevole: portatasi in vantaggio con Paci dopo un’errore di Bistazzoni in uscita, che aveva finito col mandare in ospedale il compagno di squadra Ottoni; la Lucchese aveva poi subito il ritorno del Padova che si era visto dapprima negare un rigore clamoroso per fallo del portiere Pinna su Galderisi, e poi aveva trovato il gol del pareggio con lo stesso Galderisi. Dal canto suo l’Ascoli a Reggio Emilia è bloccato sul 2-2 dopo essere stato sotto per 2-0 contro la Reggiana. Mancano cinque minuti alla fine, e se finisse adesso le due squadre andrebbero allo spareggio.
A cinque minuti dalla fine la Reggiana si porta in vantaggio sull’Ascoli, ed il Padova in questo momento è in serie A. Al Porta Elisa ed a Padova (dove migliaia di tifosi si sono radunati per ascoltare Gildo Fattori) esplode l’esultanza, ma è troppo presto: passano due minuti e De Vecchi, difensore della Reggiana ex-Ascoli, regala alla sua vecchia squadra un rigore che Casagrande trasforma per il definitivo 3-3. Quando la notizia del pareggio dell’Ascoli si diffonde, i tifosi biancoscudati piombano nello sconforto, ed anche la squadra sembra risentirne: manca un minuto alla fine, la Lucchese viene avanti per l’ultima azione d’attacco della partita, i nostri sembrano storditi. La palla arriva in area a Paci, che si libera elegantemente di due giocatori biancoscudati e scodella un pallone a centro area per l’accorrente Simonetta. La difesa biancoscudata è stranamente sbilanciata e Simonetta è praticamente libero. Bistazzoni esce per chiudergli lo specchio della porta, ma l’attaccante pontino è più lesto e si tuffa per colpire il pallone di testa. Bistazzoni è superato, tutti i 7000 tifosi padovani presenti trattengono il fiato, ma la palla si stampa sulla traversa, batte a terra e torna verso il campo dove viene raccolta da Bistazzoni. Qualche giocatore rossonero vorrebbe il gol, ma per oggi lo scarsissimo arbitro Longhi (per fortuna all’ultima partita della sua carriera) ne ha già combinate abbastanza, e dopo meno di un minuto fischia la fine. Lucchese-Padova si conclude 1-1, per l’ultimo posto utile alla promozione in A sarà necessario disputare uno spareggio fra Padova ed Ascoli. Al fischio finale non mancano le tensioni fra giocatori in campo e qualche tifoso biancoscudato che vorrebbe invadere il campo per farsi giustizia, ma ormai è deciso…
Lunedì 17 giugno la Lega Calcio deve riunirsi per stabilire il giorno e la città in cui si disputeranno gli spareggi: oltre a Padova ed Ascoli, dovranno spareggiare per la salvezza anche Cosenza e Salernitana. Per Padova-Ascoli le sedi papabili sono Bologna e Cesena. Ma Cesena viene esclusa in quanto la domenica precedente è già stata teatro dello spareggio fra Venezia e Como per salire in C1, rimane la città felsinea, fra le grandi proteste di Costantino Rozzi per il gemellaggio che lega Bologna e Padova. Cosenza-Salernitana si disputerà a Pescara sabato 22 giugno, Padova-Ascoli a Bologna domenica 23 giugno.
A Padova l’entusiasmo che si respirava in città negli ultimi mesi di campionato, diventa febbre: vengono bruciati ben 12.000 biglietti, riempiti tre treni speciali ed oltre 50 pullman di tifosi. La carovana biancoscudata parte domenica poco dopo l’ora di pranzo. Gli ascolani sono circa la metà. Come preventivabile i bolognesi si schierano coi padovani e prima della partita succede di tutto nei dintorni dello stadio fra le tre tifoserie.
Sul campo i biancoscudati sono favoriti, nonostante l’assenza del capitano Claudio Ottoni, infortunatosi a Lucca e che partirà dalla panchina sostituito dal giovane Massimiliano Rosa. L’Ascoli invece è privo di Cvetkovic squalificato e costretto a schierare Bruno Giordano, la bandiera della Lazio e delle bische romane negli anni ’80, in non perfetta forma. La formazione del Padova: Bistazzoni, Murelli, Benarrivo, Zanoncelli, Rosa, Longhi, Di Livio, Nunziata, Galderisi, Albertini, Putelli. In panchina: Dal Bianco, Parlato, Ottoni, Ruffini, Rizzolo. I biancoscudati, per ordine alfabetico sono la squadra ospite e quindi giocheranno non con la tradizionale divisa bianca ma con la terza maglia blu, che a Lucca tutto sommato ha portato fortuna…
I primi minuti di partita sono tutti di marca biancoscudata, con Lorieri costretto prima a neutralizzare una punizione bomba di Albertini e poi ad uscire a valanga su Totò Benarrivo lanciato a rete da un assist millimetrico di Galderisi mentre la difesa ascolana reclamava un fuorigioco che non c’era. Tuttavia, una differenza con l’Ascoli c’è: loro in porta hanno Lorieri, noi Bistazzoni… Ed il buon Guido ne combina un’altra delle sue alla mezz’ora: lancio lunghissimo per la punta brasiliana Casagrande, che di testa sovrasta Rosa; ne viene fuori un pallone alto e spiovente con Bistazzoni completamente fuori posizione che non può far altro che guardare la sfera che finisce in rete. Un pò come il gol segnato da Ciccio Graziani al Camerun ai mondiali del 1982. Esultano sugli spalti i tifosi ascolani, anche se le loro urla sono coperte dalla marea di porchi ed eresie levate dai tifosi del Padova. I biancoscudati sembrano scioccati, e l’Ascoli sfiora anche il raddoppio con Giordano, solo davanti a Bistazzoni ed anticipato di un soffio da Giacomo Murelli. Il primo tempo si conclude con l’Ascoli in vantaggio, gli uomini di Sonetti sembrano in grado di controllare la partita ed il Padova non è in grado di rendersi pericoloso. Al 15′ Colautti toglie un evanescente Nino Nunziata per fare spazio a Nando Ruffini. E’ la mossa vincente: Ruffini viene messo ad occuparsi del fantasista ascolano Zaini, che fino a quel momento aveva fatto impazzire tutta la mediana biancoscudata. Il suo impiego fa si che Benarrivo, Longhi e Di Livio abbiano molta più mobilità e libertà d’azione. E proprio dalle fasce verranno i pericoli maggiori per Lorieri: apertura di Longhi per Benarrivo al 20′, cross di quest’ultimo a mezz’altezza e girata al volo di Galderisi, strepitoso colpo di reni di Lorieri che salva in corner. Ancora Benarrivo al 25′ supera in dribbling tre giocatori bianconeri, cross basso che attraversa tutta l’area, arriva dalla parte opposta Di Livio e spara una bordata che Lorieri riesce miracolosamente a deviare con la punta delle dita.Al 30′ l’Ascoli rimane in 10 per l’espulsione di Mustafa Arslanovic che stende Galderisi lanciato a rete. In superiorità numerica, i biancoscudati iniziano a credere seriamente alla rimonta, mentre Sonetti toglie anche Bruno Giordano per mettere un difensore. Al 35′ batti e ribatti in area ascolana, palla messa fuori, arriva Longhi che calcia a botta sicura, Lorieri è battuto ma questa volta il tiro finisce all’incrocio dei pali.
Ormai anche i tifosi biancoscudati non ci credono più, quando a sei minuti dalla fine Di Livio scende sulla fascia destra, si accentra, triangola con Galderisi che gli mette il pallone praticamente sul dischetto del rigore. Lorieri esce, ma non può nulla contro il soldatino: 1-1! Esplodono i 12.000 padovani, che gridano alla rimonta, ma ormai è quasi finita e si va ai supplementari.
Durante i 30′ supplementari è evidente la tattica degli ascolani, che tentano di addormentare la partita per arrivare ai rigori. Nel frattempo Colautti mette in campo Antonio Rizzolo, acclamato a gran voce dalla curva biancoscudata. E due minuti più tardi arriva l’episodio decisivo: Di Livio sulla destra non trova spazio, serve Albertini all’indietro che scodella in area un pallone sul quale si avventa proprio il neo-entrato Rizzolo, che anticipa tutti e insacca nell’angolino alla sinistra di Lorieri. E’ il trionfo, con la Curva Andrea Costa che diventa un mare di bandiere biancoscudate, mentre l’Ascoli tenta una reazione generosa ma sconclusionata, priva di idee. E del resto con un uomo in meno la rimonta diventa utopia. A pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari vengono espulsi anche l’ascolano D’Ainzara e Giacomo Murelli per uno scambio di gentilezze reciproco. Si finisce in 10 contro 9, ma ormai il risultato è segnato. Ed al triplice fischio dell’arbitro D’Elia di Salerno, centinaia di tifosi biancoscudati invadono il campo, mentre gli ascolani si abbandonano ad atti di vandalismo: il Padova è in serie A dopo 30 anni! Esplode la festa in città, una città che negli ultimi mesi ha riscoperto l’amore che da sempre la lega alla propria squadra, e che nella stagione 1991/92 si prepara ad essere assoluta protagonista nella massima serie.

(1 – continua)

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