Tifosi di cartone per un calcio di plastica…

Alla fine il calcio deve continuare. Così ha deciso in settimana l’assemblea di Lega. Alla faccia dei rischi veri o presunti per la salute, alla faccia delle persone morte a causa del Covid ed anche di tutte quei tifosi che chiedevano che, per quest’anno, si scrivesse la parola “fine”.
Il campionato va portato a termine. E del resto, il calcio italiano è troppo legato alle televisioni, e le televisioni pagano per la trasmissione di un’intera stagione, non di due terzi. O così, o vanno restituiti parte dei soldi già versati nelle casse delle varie società, che peraltro li hanno già spesi; e quindi cosa possono restituire?
Nel frattempo, dall’altra parte delle Alpi, è ripartita la Bundesliga, col “Derby della Ruhr” fra Borussia Dortmund e Shalke 04. Una partita che normalmente fa segnare oltre 80.000 presenze allo stadio, giocata in un impianto malinconicamente deserto. Una partita che ha fatto nascere più di qualche interrogativo lecito a molti fra giornalisti ed addetti ai lavori. Una dimostrazione, una volta di più, che il calcio senza l’urlo dei tifosi è zero, come sosteneva John King nel suo romanzo “Fedeli alla tribù”.

A questo punto è meglio chiarire un aspetto, dal momento che in questo periodo molti sono completamente fuori di testa, non sentono ragioni, interpretano ciò che viene detto come meglio gli fa comodo e pretendono di aver ragione a tutti i costi: nessuno sta dicendo che bisogna aprire gli stadi! Anzi, secondo l’opinione di chi scrive, sarebbe molto più sensato fermare tutto, anche il semplice calcio giocato, dal momento che nel corso di una partita nessun protocollo di sicurezza può essere in alcun modo rispettato dalle due squadre in campo. Pensate solo alle situazioni più classiche, come un contrasto fra due giocatori, o la formazione della barriera per la battuta di un calcio di punizione: non sono forse situazioni di contiguità ed assembramento che possono portare a nuovi contagi?
Ma come spesso succede, il mondo dei nostri eroi pallonari è riuscito a darsi la risposta più insensata: mettere sugli spalti delle sagome di cartone rappresentanti i tifosi! Una novità, vero? Pensate che una stupidaggine del genere l’aveva partorita il presidente della Triestina una decina d’anni fa, mettendo un telone raffigurante i tifosi nei distinti dello stadio intitolato a Nereo Rocco. Il fatto che la Triestina poi quello stesso anno sia fallita e costretta a ripartire dall’Eccellenza la dice lunga su che razza di “menti geniali” la gestivano. Ricordo bene i nostri cori a Trieste quell’anno: “Unione, Unione, tifosi di cartone!” e “Triestino pezzo di carta!”. Salvo poi aprire il computer il lunedì successivo alla partita e leggere che una parte della tifoseria organizzata aveva chiesto al presidente Cestaro di copiare l’idea del collega della Triestina per coprire i buchi dell’Euganeo. Proposta che arrivava proprio da quelle persone che avrebbero dovuto sbattersi più di chiunque altro per portarci i tifosi in carne ed ossa allo stadio. Ma soprassediamo.
“L’idea del secolo” questa volta è stata ripresa dall’altro Borussia, quello di Moenchenglabdach, giusto per dare una risposta a tutte quelle persone che pensano che l’ignoranza sia una caratteristica solamente italiana… E proprio gli italiani, ancora una volta, non hanno voluto essere da meno!
E’ di oggi infatti la notizia che la Lazio, per voce del responsabile della comunicazione Stefano De Martino, ha deciso di rilanciare la proposta del Borussia, coinvolgendo addirittura gli stessi tifosi. “Abbiamo deciso di dare loro l’opportunità di essere presenti ugualmente allo stadio!”, immaginate con che grande prosopopea venivano pronunciate queste parole, “Daremo la possibilità a chi lo vuole di essere presenti allo stadio tramite la loro foto, che posizioneremo al proprio posto. Vi spiegherò poi come partecipare, si sta costruendo una pagina dedicata per partecipare a questa iniziativa” (!!!).

Ora, in tutta franchezza, cari signori del calcio, ai tifosi (Ai veri tifosi!) non gliene frega proprio niente di essere presenti allo stadio tramite delega ad una sagoma di cartone! E se pensate di aver trovato un’idea geniale per sopperire alla mancanza di tifo, oggi per emergenza sanitaria, in futuro magari per qualche divieto o limitazione ai limiti della costituzionalità (Ma tanto i tifosi sono cittadini di serie B, e non hanno diritti! Figurarsi se per loro vale la Costituzione…) sappiate che si tratta solo di un paliativo. Un accanimento terapeutico nei confronti di un paziente ormai condannato a morte. Il paziente è il calcio, quello sport che voi non amate per niente, ma che vi dà da mangiare. Fatevi due domande.

Noi ci limitiamo a darvi un suggerimento per il futuro: dopo i tifosi di cartone, provate con i cori preregistrati e diffusi attraverso gli altoparlanti! Non è una novità nemmeno questa, ci ha già provato il Totthenam qualche anno fa; ma visto che a voi certe assurdità piacciono tanto… 

CF

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