2 maggio 2004 – 2 maggio 2020: Gildo sempre nel cuore

E CI SONO GLI IMMANCABILI RAGAZZI DELLA CURVA! Si, era proprio così che Gildo Fattori ad ogni radiocronaca si ricordava di menzionarci. Ci chiamava così perchè per lui eravamo un unico gruppo, senza divisioni ne di idee ne politiche, eravamo là solo per sostenere i colori biancoscudati. Era anche grazie a Gildo che ci sentivamo importanti ed orgogliosi. Chi non poteva partecipare alle trasferte per qualsiasi motivo (diffida in primis), non poteva perdersi Gildo (non si chiamava la radiocronaca del Padova), era come stare allo stadio. Raccontava, con il suo timbro di voce inconfondibile e inimitabile, tutto ciò che facevamo, ci difendeva oltremodo in qualsiasi occasione, sapeva che noi eravamo come lui PADOVANI fino alla morte, pronti a difendere sempre i nostri colori. Ogni azione, anche se eravamo nella nostra area, sembrava che portasse al gol e quando questo succedeva chi non lo ha mai sentito dire: “RETE! RETE! RETE! IL PADOVA E’ PASSATO IN VANTAGGIO! VAI GRANDE PADOVA!”

Era proprio uno spasso, anche per chi era presente, perchè qualche telefonata arrivava sempre per dire cosa aveva detto Gildo, specie se ci incontrava prima della partita (“…li ho visti arrivare, erano tantissimi, tutti vestiti di bianco e rosso!”). E per non dire se ci si incontrava all’autogrill: “Cosa bevete ragazzi?” era la sua prima frase, e poi via a ciacolare. Di cosa? Del Padova, naturalmente!
E noi di certo non potevamo dimenticarlo. Ogni stagione, qualche coro per lui c’è sempre stato per i più svariati motivi. Ma non possiamo certo non ricordarne uno.
A chi se non a lui potevano rubare la macchina (usata per la sanguinosa rapina alle Padovanelle) nel momento in cui in tutti gli stadi italiani c’era il coro contro Schillaci che rubava le gomme alla Alfa 33 (per la cronaca, era opera del fratello di Totò)? E allora, quando lo vedevamo salire sulle scalette nello sgabbiozzo sopra l’entrata dei giocatori proprio in fianco alla nostra vecchia, cara Curva Nord all’Appiani naturalmente, via col coro: “Lo sai chi è… Qual giornalista che… Gli han rubato l’Alfa 33… Gildo Gildo Fattori, Gildo Fattori…”
Per non parlare, poi, di quando i dirigenti di Via Sorio gli diedero il benservito da addetto stampa. Subito fu contestazione alla società. I muri della città furono imbrattati. Del resto, si sa, l’addetto stampa del Calcio Padova è uno e solo uno resterà.
Di racconti ce ne sono un’infinità; potremo scrivere per una settimana intera. Ma sappiamo anche un’altra cosa, purtroppo. Quando ascolteremo la partita del Padova non sarà più la stessa cosa, perchè il tuo ricordo ci rimarrà per sempre.
L’articolo vogliamo chiuderlo con le parole che la Curva gli ha voluto dedicare nel giorno del saluto.
“… e ci sono gli immancabili ragazzi della curva; questi straordinari ragazzi che percorrono centinaia di chilometri per seguire il Padova”.
E’ con queste parole che ad ogni inizio di radiocronaca ci facevi sentire importanti, facevi sapere a tutti che noi eravamo presenti. E anche oggi siamo presenti per ricordare un grande, un mito. Domenica in curva campeggiava uno striscione in tuo onore. “GILDO FATTORI, DALL’ALTO DEL CIELO LA TUA VOCE MUOVERA’ ANCORA LE NOSTRE BANDIERE”
Il minimo che potessimo fare. Ma noi ragazzi della Curva vogliamo dirti che da oggi, e per sempre, l’immancabile sarai tu! Ciao Gildo…
(Stile Appiani – 17 maggio 2004)

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